Medaglioni di amaranto

Questo è stato il secondo per una cena con amici. L’ho servito con i Finocchi Ch’tis di Terri ed è stata un ottimo matrimonio, apprezzato anche dagli amici onnivori. Mancano le dosi precise della farina, che non ho pesato, ma non è difficile andare ad occhio, per chi ha esperienza di hamburger e polpette vegetali e non. Ad ogni modo prometto di aggiornare la ricetta presto con le grammature anche della farina.
medaglione di amaranto
Ingredienti:
160 g di patate
160 g di amaranto
1 c di tahin
1 c di cumino
1 c  di masala
noce moscata qb
shoyu
pepe
farina di mais fioretto qb
prezzemolo abbondante
1 c di coriandolo in polvere
olio di semi di girasole qb

Procedimento:
Cuocete a vapore le patate senza togliere la buccia: la cottura dell’ortaggio integro – soprattutto se fatta a vapore – mantiene il sapore più intenso. A parte fate cuocere l’amaranto con metodo pilaf fino ad ottenere una crema granulosa e collosa. Aggiungete gli altri ingredienti e mescolate. Continuate ad aggiungerne “a sentimento” (ad occhio, ndr) fino ad ottenere un impasto lavorabile. Con le mani bagnate fate delle polpette grandi come palline da tennis, e schiacciatele per ottenere i medaglioni. Fate scaldare in padella l’olio di semi di girasole e quando è caldo adagiatevi i medaglioni, lasciandoli dorare bene prima di girarli.

Il punto:
Il risultato è croccante fuori, morbido dentro. Il sapore interessante, sfizioso, speziato. I medaglioni sono anche bilanciati e abbastanza completi da un punto di vista nutrizionale, per i carboidrati delle patate e le proteine dell’amaranto. Lo so, sono fritti, ma la crosta croccante fa sì che non assorbano troppo olio, infatti ne ho usato pochissimo: un cucchiaio per medaglione. Se serviti con un contorno di verdure,  sono un piatto unico soddisfacente. Ah, in omaggio a Terri, sono anche gluten free.

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