Farinata di ceci

Ricomincio dall’inizio. Manco da molti mesi, l’ultimo post è datato aprile 2013, quando l’ho scoperto con grandissima emozione e sorpresa. Da allora un cambiamento  grande, un compiersi, un venire a galla lento, un farsi belli, un’attesa lunga, preziosa e magica.

E adesso S. è qui. Dire dei primi tre mesi passati insieme così su due piedi, come si fa? Non ci provo neanche. Invece mi auguro che poco a poco tutto si sveli con naturalezza attraverso i miei post se, come spero, ora riuscirò di nuovo a postare con una certa regolarità, per un pò, finchè non ricomincia il lavoro.

Dunque riparto da zero, da una ricetta che non è ricetta, perchè non inventa niente di nuovo, ma ho deciso di condividere dei trucchi, perché chi ci ha provato sa che non è facile fare una farinata coi fiocchi. Prepararla mi fa venire in mente una citazione di Samuel Beckett a proposito del trial and error a cui andiamo incontro vivendo. Dice così “Try. Fail. Try again. Fail again. Try again. Fail better.”

La farinata come la vita. Per prepararla bisogna affinare le strategie, fallire sempre meglio. C ‘è bisogno di curare i dettagli, rispettando piccoli accorgimenti importanti. La mia è passata da troppo sottile – quindi troppo cotta, biscottata – a troppo alta, dunque gommosa e come cruda dentro, troppo unta o attaccata al fondo, insomma un disastro. Non fatela subito per un ospite. Tenete in conto una manciata di esperimenti falliti. Magari siete fortunati e la terza è già perfetta, perfino la prima se siete nati con la camicia. Poi è fatta, come andare in bicicletta! Una volta imparati i trucchi lei è sempre una bellezza: rotonda, dorata, morbida, saporita. Ne vale proprio la pena.

Immagine

Ingredienti:

– 250 g di farina di ceci

– 750 ml d’acqua

– sale qb

– pepe

– olio evo qb

Procedimento

La prima cosa importante è la teglia. La perfezione è il testo di rame che, essendo un buon conduttore di calore, mantiene la cottura uniforme al centro come sui bordi. Il testo costa circa 50 euro, e bisogna andarlo a prendere direttamente a Genova o comprarlo su internet. Se non potete o non volete, bene, potete ancora fare un’ottima farinata.

In un qualsiasi negozio di prodotti per la casa potete acquistare per circa dieci euro una teglia rotonda antiaderente di diametro 38 cm e il bordo alto due cm e mezzo.

Seconda cosa importante: trattate la farina di ceci come un qualunque legume secco. Troverete su internet ricette che dicono che la farina di ceci va ammollata 4 ore. La mia esperienza dice falso, ne servono 8, come per gli altri legumi. Dunque pianificate. La sera prima di prepararla, versate 250 g di farina di ceci in una ciotola capiente. Aggiungete un terzo dell’acqua totale e mescolate con un frustino per incorporare acqua e farina. Procedete allo stesso modo con la seconda e infine con la terza parte d’acqua, stando attenti a non lasciare grumi. Salare il composto.

Se usate una teglia delle dimensioni che vi ho consigliato non aumentate o diminuite le dosi di acqua e farina, perchè a quel punto rischiate appunto una farinata gommosa o biscottata. Se la teglia è più grande o più piccola allora bisogna che sperimentiate finchè non troverete le dosi adatte.

L’indomani, un’ora e mezza prima del pranzo o della cena, accendete il forno e portatelo a 200°. Quando ha raggiunto la temperatura – e non prima, la temperatura alta è importantissima! – cospargete d’olio evo il fondo fino a coprirlo tutto uniformemente. L’olio è un altro aspetto importante. Se ne mettete meno, rischiate di trovare la farinata attaccata sul fondo, se esagerate sarà unta. Coprire il fondo uniformemente dunque, di più no, di meno neanche. Mescolate bene il composto e versate nella teglia lasciando che incorpori l olio del fondo naturalmente, non mescolate. Infornate e puntate il cronometro. Tra 40 minuti sarà cotta: dorata, bellissima ma…non è ancora finita. Spegnete il forno e apritelo, ma senza esagerare senza spalancare. Lasciate che la farinata resti a raffreddare in forno venti minuti, per potersi asciugare.

Quando la tirerete fuori dal forno sarà ancora tiepida ma già compatta. Salate e pepate la superficie a piacere. Servitela con una buona insalata. Ce l’avete fatta, finalmente l’oro di genova è vostro.