Ma non è una cheesecake.

Oggi è il primo giorno di vacanze pasquali per me. Ho la testa leggera dei giorni in cui non devo lavorare. Non lavorare uguale non dover entrare in un ruolo che spesso non mi soddisfa veramente, poter dormire a sufficienza, senza alzarmi alle sei. E poi non avere a che fare con persone che non sceglierei mai, né tribolarmi l’anima per le vite tormentate di troppi tra i ragazzi a cui insegno. Davvero troppi. Oggi è pace. E nella pace fiorisce la voglia di fare creativamente. E così l’addizione tra l’invidia per la cheesecake bellissima della cara, bravissima, Sugarless + un’idea avuta qualche settimana fa + un’avventura…piccantissima! al thailandese di fiducia + la curiosità di provare  per la prima volta il riso latte + la voglia di riassaggiare un accostamento azzardato e felice, scoperto per caso = cheesecake salata, colorata ed esotica…perfetta. Era una settimana che non toccavo i fornelli e avevo bisogno di questo exploit quanto a fine inverno c’è bisogno dell’arrivo della primavera. Santa Pasqua per davvero.
fake cheesecake
Difficoltà: media. Per 3 o 4 persone. Pronto in 40 min. circa.

Ingredienti:
150 g di quinoa rossa
20 o 30 g di burro di cacao
sale marino integrale qb
150 g di riso basmati integrale (2 tazzine da caffè)
4 tazzine da caffè di latte di soya al naturale
1 tazzina da caffè di latte di cocco
1 cucchiaino abbondante di curcuma
2 tazzine da caffè di farina di mais
2 o 3 cucchiai di olio evo
2 cucchiai di lievito alimentare in fiocchi
10 foglie di menta
70 g di anacardi
1/4 di spicchio d’aglio

Procedimento:
Risciacquate la quinoa sotto l’acqua per eliminare le saponine e cuocetela a fuoco lento in 350 ml di acqua. Salate e poi coprite con un coperchio. In un altro pentolino versate il riso basamti con il latte di soya e di cocco, la curcuma e una presa di sale. In un padella tostate la farina di mais condita con l’olio e il lievito in fiocchi. Spegnete il fuoco quando la farina si sarà imbrunita. Se la quinoa ha assorbito tutta l’acqua di cottura è già cotta e potete spegnere il fuoco e grattuggiare, nel pentolino stesso, il burro di cacao sulla quinoa. Richiudete con il coperchio. Il calore lo scioglierà. Riaprite, mischiate e otterrette dei grani di quinoa lucidi e ben separati. Lasciate raffreddare un attimo. Anche il riso sarà cotto una volta assorbiti i liquidi. Spegnete il fuoco e lasciatelo intiepidire. Versate la quinoa in un coppa pasta schiacciando bene con un cucchiaio per dare una base solida alla cheesecake. L’altezza della base dovrà essere pari a circa un terzo del coppapasta. Riempite gli altri due terzi con il riso. Preparate la salsa. Frullate gli anacardi con le foglie di menta, l’aglio e acqua quanto basta ad ottenere una salsa da far colare sulla cheesecake. Completate facendo cadere a pioggia sulla sommità uno strato di farina di mais, alto almeno 1 cm. Togliete il coppapasta e servitela ancora tiepida.

Note: la maggior parte degli ingredienti che ho scelto: la quinoa, il cacao, il latte di cocco, il mais, gli anacardi sono originari del nuovo continente. Ho pensato che, essendo nati nella stessa terra, c’erano buone probabilità che stessero bene insieme. Nella foto non vedete la colata di salsa alla menta perché è stata un aggiunta posteriore, che ha dato al piatto un ulteriore slancio. Infine, la cheesecake è un omaggio ai sogni, specialmente quelli lucidi, che mi vengono a trovare spesso, e agli altri sogni, quelli ad occhi aperti, di viaggiare presto proprio in America Latina.

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Tortillas con cruditè

Circa una settimana fa ho trovato questo blog Tales of a kitchen ed è stato amore a prima vista. Lì ho trovato ricette non laboriose che però garantiscono un risultato appetitoso, con un tocco esotico e una bella presentazione. Un manifesto di cucina su misura per me. Domenica scorsa ho avuto a cena la famiglia del mio compagno e come antipasto ho improvvisato il piatto che adesso vi presento e per il quale mi sono ispirata ad un paio di ricette che trovate nel blog di cui sopra. Successone, anche con il cognatino sedicenne ipercritico. Il plating non è granché, ma gli invitati avevano fame.
tortillas di riso
Facile. Per 6 persone. Pronto in 20 minuti.

Ingredienti:
150 g di hummus di ceci
3 carote medie
1 foglio di alga nori per sushi
6 tortillas di riso
1 mazzetto di prezzemolo fresco
10 noci
1/4 di cavolo capuccio piccolo
1/2 mela
1 avocado
succo di 1/2 limone o più (oppure 1 lime)
2 cipollotti
1 cm di zenzero fresco grattuggiato
shoyu a piacere

Procedimento:
Lavate le verdure e preparate una ciotola con acqua a temperatura ambiente. Tritate le noci fino ad ottenere una granella. Tagliate a julienne il cavolo cappuccio, l’alga nori, il cipollotto, le carote, l’avocado e per ultimo la mela. Irrorate di succo di limone per prevenire l’ossidazione, mischiate e dividete le verdure così tagliate in sei parti. Ora immergete la tortilla in acqua per due secondi. Sarà ancora rigida quando la tirerete fuori, ma si ammorbidirà in pochi secondi. Poggiatela su una superficie piatta, un tagliere o un piatto ampio. Farcite con la cruditè, tre o quattro cucchiaini di hummus, la granella di noci, una grattugiata di zenzero e richiudete arrotolando la tortilla, come se fosse un cannellone, ma cercando di far aderire e richiudere anche le due estremità. Con un coltello affilato tagliate in due per ottenere i coni, servite con granella di noci e un filo di shoyu. Ripetete l’operazione con le altre cinque.

Cantonese chenique

Inauguro il blog con un riso cantonese reinterpretato in chiave vegan. Quando cucino con le vele gonfie di creatività e idee, è una bellissima sensazione. Così è stato nel caso di questo piatto, di cui sono proprio contenta perché il risultato è un sapore interessante, corposo, da provare.
cantonese cheri nique
Ingredienti:
3 tazzine da caffè di riso basmati integrale
1 porro
150 g di piattoni
2 C di silken tofu
1/2 avocado maturo
shoyu qb
2 c curcuma
pepe
1 C di lapsang souchong
1 pugno di funghi shiitake
2 carote piccole
olio di semi di girasole
1 l di acqua circa

Procedimento:

Mettete in infusione 1 C di lapsang souchong in un lt d’acqua circa. Mettete a bagno in acqua tiepida gli shiitake. Tagliate a rondelle il porro e mettetelo ad appassire nella wok o in una padella ampia con olio di semi di girasole e 1 paio di C di shoyu. Chiudete con un coperchio e dedicatevi ai piattoni. Puliteli, mondateli, tagliateli a pezzetti e uniteli ai porri in cottura. Tagliate anche le carote a dadini e unitele al resto. Fate insaporire e versate in padella anche il riso. Fate tostare pochi minuti e poi bagnate con il lapsang souchong precedentemente filtrato, come fareste con il brodo per preparare un risotto. Intanto prendete l’avocado, tagliatelo in 2 metà, spellatelo e tagliatelo in fette spesse circa 3 mm, per il lungo. Con un coltellino sfilacciate il silken tofu e in un piattino lasciatelo a marinare con 1 C di shoyu, 2 c di curcuma e l’avocado. Quando gli shiitake saranno ormai morbidi (dopo circa 20 minuti di immersione) aggiungeteli agli altri ingredienti. Infine, a pochi minuti dalla fine della cottura del riso, aggiungete anche l’avocado e il silken tofu, che daranno un tocco di cremosità e corposità al piatto. Assaggiate e aggiustate la  sapidità aggiungendo alcuni cucchiai di shoyu. Non li ho contati, ma mi piace e ci sono andata giù pesante.  Servite tiepido! E’ uno di quei casi in cui il calore appiattisce.

P.S. il nome curioso è un omaggio alle amiche che hanno ispirato la ricetta.